Oggi per pranzo non ci sono

Non sono un muro bianco, sono una parete calda con mille mila scritte sopra, frasi in maiuscolo, parole in grassetto, disegni e punti esclamativi. Piena di scarabocchi e bozze lasciate in sospeso. Qualcuno ha scritto su di me e sono diventata quella che sono oggi. Anche io stessa ho preso la penna e ho buttato giù qualche riga, mi sono abbellita e ho modificato persino i capelli.
Non sto qui a guardare, sono qui per rispondere; non sto qui a farmi fregare, sono qui per reagire.
E sono testarda, sono testarda, sono testarda. Impulsiva offenderei per rabbia, riflessiva penserei che valgo di più.

E’ molto più facile vincere quando il gioco è ingenuo ed è ancora più facile lanciare il sasso e nascondere la mano. Ovvero non avere il coraggio di giocare. Ma allora che gusto c’è? Se non si gioca, se non si parla, se non ci si confida, se non si è sinceri…
Una notte, stavo per finire sulla stessa macchina della mia rivale e tutto quello che ho scritto sopra forse non l’avrei scritto. Perchè avrei parlato male, urlato ed offeso. Avrei persino allungato le mani. Questa non è la cosa più triste. La cosa più triste è il motivo…
E nonostante sappia che questo motivo non ne vale la pena sono arrabbiata lo stesso, sono indispettita e umiliata. Me l’hanno confidato e io, da brava sciocca, ci sono rimasta male.
“Non hai perso niente!”
Ma cosa ho perso? Cosa ho perso se non l’ho mai avuto? ….. Continua a leggere