Spettiniamoci

Tutte le cose più belle di questa vita spettinano.
Fare l’amore spettina, viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare spettina, cantare fino a restare senza fiato spettina, giocare spettina, ridere a crepapelle spettina, baciare la persona che ami spettina, ballare (dicesi anche praticare il #ballaballa) fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea metterti i tacchi alti stanotte, ti lascia i capelli irriconoscibili.
Ed allora sai cosa ti dico? Io ho deciso di vivere spettinata.
Il peggio che mi possa succedere è che, sorridendo davanti ad uno specchio, io debba pettinarmi di nuovo.

[Mafalda]

Affogando

Se tardi a trovarmi, insisti. Se non ci sono in nessun posto cerca in un altro, perché io sono seduto da una qualche parte, ad aspettare te. (da “Foglie d’erba”, Walt Whitman)

Come un rincorrersi e poi incrociare gli sguardi e fuggire di nuovo. Ma quel colore così magnetico non può lasciarti lontano per più a lungo di due secondi, sei costretto a rituffartici dentro e sei ipnotizzato, hai lo sguardo fisso e senti le parole un pò ovattate e non ne capisci il senso; ti accorgi di essere abbindolato come un bambino che con la bocca aperta guarda il trapezista sfidare il vuoto. Poi sbatti le ciglia e socchiudi le labbra ma se rialzi lo sguardo quel sogno reale è ancora li, non ti sveglierai.

Martina

Come nei film /2

Ore 17:25, è freddo ma c’è il sole che riscalda a tratti, centro commerciale.

Una ragazza cammina al fianco di sua madre, hanno ultimato gli acquisti natalizi e tengono in mano una o due buste. Quindi, è ora di fare la spesa, il pranzo di Natale incombe. Le porte scorrevoli si aprono e attraversano lo spazio antistante l’entrata.
La mamma ha fretta e velocizza il passo preparando tutto l’occorrente partendo dalla moneta per il carrello; la ragazza resta leggermente indietro e osserva la gente.
Sulla destra, una rampa di scale permette di salire direttamente al secondo piano del centro commerciale, ci sono un parrucchiere, un negozio sportivo e anche un bar. Accade tutto in un lampo, e solo ricordando si può gustare e rigustare ancora la scena al rallentatore. Un ragazzo sui 17 anni sta scendendo le scale, piumino e casco integrale in mano, è arrivato quasi in fondo, gli mancheranno si e no due gradini; da dietro, una ragazza scende la rampa di scale seminando dietro di lei quegli scalini piccoli e odiosi, lo raggiunge subito. Lei allunga il braccio e lo tira per il giubbotto, Lui si gira e, come se già lo sapesse, come se se lo aspettasse, come se lo desiderasse, allunga il collo.
Si baciano a stampo, velocemente. Si guardano sapendo che entrambe le loro labbra stanno sorridendo, anche se loro hanno gli occhi fissi su quelli dell’altro.
Senza dire niente si allontanano, Lui varca le porte scorrevoli e Lei risale, lentamente, le scale.

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Come nei film /1

Sorprendersi di un gesto che forse si stava aspettando, forse un gesto sperato, cercato, scampato e rincorso. Un tocco sulla spalla e due occhi che si incrociano sorridendo.

C’è una raffica di parole dette tuttetuttetutte veloci, l’indice puntato: “Bravo si, bravo bravo” …ma il tono non è assolutamente di rimprovero. Lui sta allo scherzo.

Poi come nei film. Le mani, tutte appiccicose dall’alcol cadutoci sopra per sbaglio, sono aperte e afferrano le guance di lei. Anche con un pò di forza stringono e avvicinano i due volti.

Le labbra attaccate si sono attratte con impeto, quasi da far male. Non riescono a respirare neanche col naso.

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Martina

Vivere così

Devo scriverlo. Potrebbe essere una banalissima coincidenza oppure qualcosa di più. Ma proprio ieri quando ho letto un tweet contenente questa citazione, poche ore dopo ho ritrovato la stessa frase all’interno di un dialogo in un telefilm che stavo seguendo.

(Sto per sbilanciarmi, attenzione.) Credo che qualunque cosa succeda nelle nostre vite, di qualsiasi tipo, è l’idea racchiusa in questa frase quella che dobbiamo seguire. Per il nostro bene e per la serenità di tutti i giorni. Potrete essere credenti o meno, potrete essere pessimisti o no, potrete essere testardi o titubanti. Ma fate vostra questa frase, credo che leggerla almeno una volta, sia più che sufficiente.

“Che Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare,
e la saggezza di distinguere tra le due.”

La frase è stata attribuita a vari personaggi nel corso della storia, viene pronunciata in molte realtà della nostra società al giorno d’oggi.

Interamente:

“Che Dio mi conceda la serenità
di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare,
e la saggezza di distinguere tra le due.

Vivere giorno per giorno,
godersi un momento per volta,
accettare le avversità come una via verso la pace,
prendere, come Lui fece,
questo mondo corrotto
per quello che è,non per quello che vorrei,
confidare che Lui sistemerà tutto
se mi abbandonerò alla Sua volontà.
Che io possa essere
ragionevolmente felice in questa vita
e sommamente felice accanto a Lui
nella prossima, per sempre.”

Reinhold Niebuhr

Con serenità,

Martina

Per degli ulteriori chiarimenti sulla sua fonte, clicca QUI (Citazione n° 7).

A passo svelto

Un venticinque settembre nel verde. Sono circondata da un fiume di gente che indossa la stessa t-shirt e corre insieme.
Verso la vita. E verso un traguardo.

Noi ci godiamo la giornata con le gambe che ormai si muovono per inerzia, con un cornetto al cioccolato per aprire bene gli occhi assonnati, con un nodo alla maglietta all’altezza della vita.

Battiamo le mani a chi sfreccia lungo l’Arno e urliamo un “Vai Babbo!” a chi suda percorrendo tutti quei chilometri con svariati obiettivi nella mente.
Tagliamo il traguardo all’arrivo ed è ora di pranzo, sediamo in un caffè sfogliando un enorme libro pieno zeppo di fotografie. Ritratti emozionanti.

Forse un temporale vorrebbe intimidirci ma nonostante i saluti, ci ritroviamo inevitabilmente insieme. Uniti da una manciata di tasti e da una corsa sotto un ombrello.
La quiete dopo la tempesta è qui, asciugo la sella e l’aria fredda mi colpisce lo stomaco; i sampietrini mi fanno l’idromassaggio e sulla strada del ritorno verso casa, percorro il lungarno. Quel ponte vecchio mi fa l’occhiolino, alzo lo sguardo perchè tra le nuvole grigie un arcobaleno mi sorprende. E io sorrido.

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Martina