Finta sorda

Stavano in silenzio, quasi immobili, le endorfine sparse qua e la.
I capelli corti di lei, sfioravano a malapena le spalle. Lui la fissava.
“Come sei bella”
Lei finge di non sentire. “Che?”
“Come sei bella”.

Il più bel complimento nasce così dal niente. Ripetuto due volte quasi quasi ti ci fa anche credere.

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Martina

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L’attesa

Quel tempo che ci separa,
lento e maledetto si nutre dei gesti quotidiani,
pesa e soffoca e schiaccia le volontà mie.

Quel tempo che ci separa,
elettrico e pulsante si veste dei più oscuri desideri,
dosa e trattiene e libera le passioni nostre.

Quel tempo che ci separa,
limitato e breve si mostra inesauribile agli occhi nostri,
avvolge stretto tra le sue fasce, esplode come tortura, al primo sguardo.

 

Martina

Apnea

Sono distesi sul letto, uno accanto all’altro, girati su un fianco. Si guardano, faccia a faccia, gli occhi cosi vicini che faticano ad inquadrare il resto del volto. Lei non sembra apprezzare al massimo quella posizione un pò innaturale ma ormai ha lo sguardo fisso e non riesce a distoglierlo. Così i nasi si sfiorano e le labbra si toccano. Ed è lì che lei inizia a respirare, finalmente. Il sollievo dopo quell’apnea lancinante.

Proprio per questo non riesce a smettere di baciarlo.

Martina

Voce del verbo amare /1

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques Prévert


Mi sono ritrovata a fissare la tua foto per circa dieci minuti. Uno scatto incredibile che mi ha fatto dubitare della mia sicurezza, la sicurezza che tu non fossi felice.
La foto ritrae te e lei; tu sei come ti ho sempre visto, non sei mai cambiato e questo ti fa onore perchè la tua coerenza ha portato avanti la persona buona che ti hanno insegnato ad essere, una persona che dona amore.
Lei è una lei cambiata e diversa dalla normalità, ingrassata e struccata; capirai che nel suo sorriso non vedo felicità, io, ma solo soddisfazione nonchè la gioia di aver vinto la gara. Ma quale gara dico io?
Eppure tu la baci, sulla sua guancia candida le tue labbra sfiorano quella pelle morbida, la pelle di chi ha saputo renderti felice nella sua pazzia. Una pazzia che anche tra trent’anni sono sicura che non riuscirò a capire, e ad accettare. Forse si è affidata ad uno strano incantesimo, inquietante ai miei occhi, ma letale per te. E tu, nostalgico per amore perduto e avido di carezze, hai ceduto dolcemente lasciandoti trasportare in quel viaggio che tutti sappiamo essere un tunnel senza fine.
Scusami, te lo chiedo sinceramente, perchè spero che tu capisca il motivo per cui vedo questo tunnel fatto solo di mattoni e muffa, di aria fredda e mistero, di rumori così assordanti nel loro silenzio spaesante. Continua a leggere