Quel giorno in cui mi buttai dal trampolino

Non sapevo cosa fosse amare. E non lo so adesso.
Ma con te ci ho voluto provare. Io che non mi butto mai.
E con la tua inconsapevolezza me l’hai insegnato.

Quando pensavo di sapere cosa fosse e come funzionasse, l’amore dico, (si lo so che alla mia età è stupido parlare di questo ma primaopoiinunmodoonell’altro, qualcosa a cui lontanamente somiglia, capita a tutti) pensavo d’aver scoperto l’acqua calda. Poi non so neanche io che è successo e il fatto è che ho buttato via cinque anni di esistenza, di me. Facevo e non costruivo, vedevo e non guardavo, assaggiavo e non mangiavo, sospiravo e non respiravo. Ma pensavo, pensavo tanto. Insomma era come guardare un film.
E poi l’ho fatto, mi son buttata dal trampolino. Che non è stato un trampolino da cinque metri, capitemi bene; un trampolino normale, uno di quelli da tre metri diciamo, via.
E cosa succede quando ti butti dal trampolino? Ti ritrovi nell’acqua in men che non si dica, nemmeno te ne accorgi e sei avvolto da turbini, muovi le mani, sbatti i piedi e impari a conoscere quel nuovo elemento che ti ha accolto.
Apri gli occhi sott’acqua e scopri qualcosa di nuovo, vedi dal basso quel trampolino tutto opaco e pensi: prima ero lassù.
Sempre con gli occhi aperti esco dall’acqua, sono pulita, sono fresca, sono nuova. Mi sento rigenerata.

Non sapevo cosa fosse amare. E non lo so adesso.
Ma con te ci ho voluto provare. Io che non mi butto mai.
E con la tua inconsapevolezza me l’hai insegnato.