Quello che le donne sono /2

“Ci sono feste che ormai contano il giusto, ma ci sono persone come te che ti ricordano cosa sia veramente una donna e perché va festeggiata, oggi più che mai!”

G.

E io che non sono una di quelle che -queste feste ormai non se le fila più nessuno, sono diventate troppo/solo commerciali- sorrido ancora quando ricevo sms del genere. E ringrazio ancora una volta di avere amici così, che ti vogliono semplicemente bene ma che con qualche sorpresa te lo ricordano pure.

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Martina

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Una serata surreale

Non sono mai stata ad una festa “in”. Non ho mai assistito ad una sfilata. Non sono mai entrata ad un evento privato riservato solo a chi ha l’invito.

Poi invece si.

Invito per due persone. Sfilata di moda. Abbigliamento elegante in un locale fiorentino.
“E’ così tanto che non lo vedo, certo dovrei ringraziarlo per l’invito…ma non ho la più pallida idea di che faccia abbia!”, “Dai non preoccuparti. Arriviamo li, ci guardiamo un pò intorno e nel caso lo chiami.”

Ci eravamo scordate addirittura che quella sera ci sarebbe stata l’eclissi, ci ha tenuto compagnia nell’attesa prima che la sfilata iniziasse. Una visione sorprendente, un gioco di forme e luci nell’oscurità delle undici e mezzo di sera.  Il ritardo, però, era troppo e la sfilata sembrava non iniziare. Di Lui neanche l’ombra.
Per ammazzare il tempo decidiamo di prenderci una bevuta, verso il bancone del bar “un vodkapescalemon, per favore!”. La pista si stava poco a poco riempiendo di trentenni quarantenni vestiti con abiti troppo corti o con completi gessati dal collo della camicia troppo stretto.
Poi noto un ragazzo alto, magro e coi capelli castano chiaro. Chiacchiera con gli amici e sorseggia un cocktail. “Sai, potrebbe essere lui. Girella qui intorno da un bel pò e somigliare si, gli somiglia. Chissà.”, “Si, potrebbe. Ma non ti preoccupare. Se non lo riconosci tu non è un problema perchè anche lui non ti sta riconoscendo.”

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