Fila N Posto 12

Non sono mai andata al cinema da sola, mi fa sentire triste. Forse mi farebbe bene provare una volta, dicono che è rilassante invece. Comunque l’altra sera ero proprio al cinema e io di solito seguo il film molto attentamente, non mangio i pop corn, non metto le ginocchia sulla spalliera della poltrona di fronte, non chiacchiero col vicino tra una battuta e un’altra, non fruzzico continuamente nella borsa alla ricerca di un fazzoletto. L’altra sera però, ahimè, ho fatto un gravissimo errore che mi è costato caro, sono riuscita a perdermi una battuta importante o forse no, chissà, perchè ho ceduto alla distrazione. E’ durato solo un secondo eppure me lo ricordo bene quel momento. Avevo la testa voltata a sinistra e dagli occhialini rettangolari dalle lenti mezze unte (le ciglia mi sbattono continuamente alle lenti sporcandole in maniera che non vi potete immaginare, o forse si, se portate gli occhiali) vedevo un viso, un profilo quasi perfetto; le scene prima chiare poi scure del film lo illuminavano con una luce insolita e io certo non me l’aspettavo di esser per un attimo così intontita da quella scoperta cromatica. Sta di fatto che ancora non sono convinta se il mio vicino si sia accorto che lo fissavo oppure no. Magari ha fatto finta.

Martina

Lost in Milan

In quella stanza d’albergo, dove da sola dormo e quella notte sembra un sogno. Lontano dalla tua città. Lontano da tutti.
Qui non è grigio e tutto sembra illuminato da una soffusa luce. Le strade sono viali e l’asfalto e diviso dalle rotaie. Il Duomo pungente e la Galleria dal pavimento liscio e scivoloso. Non sono abituata ad una città così grande che mi fa sentire ancora più piccola. E cattura al tempo stesso. Mi sento sola ma indipendente, mi sento indifesa ma libera di andare dove voglio e fare cosa mi va. Quindi come ogni “mamma ho perso l’aereo mi sono smarrita a Milano”, mi trovo in una stanza calduccina, con la tv accesa e nessuno che mi ripete che è ora di andare a dormire.
Ora posiziono la fotocamera, la modalità su video. Metto il pigiama e si, salto sul letto.

Martina

Ah. Volevo farvi rosicare un pò confessando che appena entrata in camera ho trovato un torrone. Si, un Toblerone per l’esattezza; ed era bello impacchettato nella carta argentata in mezzo al letto.