Voce del verbo amare /2

Se qualcuno non lo pensava forse dovrà ricredersi perchè questa è una delle mie poesie preferite. Ed è una poesia d’amore, eh già, e mi rispecchia eccome. Adesso.
Vorrei solo dire che le situazioni si evolvono, le prese di posizione no. Get a life!

Paris at night

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

Jacques Prévert.

With love,
Martina

Voce del verbo amare /1

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques Prévert


Mi sono ritrovata a fissare la tua foto per circa dieci minuti. Uno scatto incredibile che mi ha fatto dubitare della mia sicurezza, la sicurezza che tu non fossi felice.
La foto ritrae te e lei; tu sei come ti ho sempre visto, non sei mai cambiato e questo ti fa onore perchè la tua coerenza ha portato avanti la persona buona che ti hanno insegnato ad essere, una persona che dona amore.
Lei è una lei cambiata e diversa dalla normalità, ingrassata e struccata; capirai che nel suo sorriso non vedo felicità, io, ma solo soddisfazione nonchè la gioia di aver vinto la gara. Ma quale gara dico io?
Eppure tu la baci, sulla sua guancia candida le tue labbra sfiorano quella pelle morbida, la pelle di chi ha saputo renderti felice nella sua pazzia. Una pazzia che anche tra trent’anni sono sicura che non riuscirò a capire, e ad accettare. Forse si è affidata ad uno strano incantesimo, inquietante ai miei occhi, ma letale per te. E tu, nostalgico per amore perduto e avido di carezze, hai ceduto dolcemente lasciandoti trasportare in quel viaggio che tutti sappiamo essere un tunnel senza fine.
Scusami, te lo chiedo sinceramente, perchè spero che tu capisca il motivo per cui vedo questo tunnel fatto solo di mattoni e muffa, di aria fredda e mistero, di rumori così assordanti nel loro silenzio spaesante. Continua a leggere