Fila N Posto 12

Non sono mai andata al cinema da sola, mi fa sentire triste. Forse mi farebbe bene provare una volta, dicono che è rilassante invece. Comunque l’altra sera ero proprio al cinema e io di solito seguo il film molto attentamente, non mangio i pop corn, non metto le ginocchia sulla spalliera della poltrona di fronte, non chiacchiero col vicino tra una battuta e un’altra, non fruzzico continuamente nella borsa alla ricerca di un fazzoletto. L’altra sera però, ahimè, ho fatto un gravissimo errore che mi è costato caro, sono riuscita a perdermi una battuta importante o forse no, chissà, perchè ho ceduto alla distrazione. E’ durato solo un secondo eppure me lo ricordo bene quel momento. Avevo la testa voltata a sinistra e dagli occhialini rettangolari dalle lenti mezze unte (le ciglia mi sbattono continuamente alle lenti sporcandole in maniera che non vi potete immaginare, o forse si, se portate gli occhiali) vedevo un viso, un profilo quasi perfetto; le scene prima chiare poi scure del film lo illuminavano con una luce insolita e io certo non me l’aspettavo di esser per un attimo così intontita da quella scoperta cromatica. Sta di fatto che ancora non sono convinta se il mio vicino si sia accorto che lo fissavo oppure no. Magari ha fatto finta.

Martina

Annunci

Apnea

Sono distesi sul letto, uno accanto all’altro, girati su un fianco. Si guardano, faccia a faccia, gli occhi cosi vicini che faticano ad inquadrare il resto del volto. Lei non sembra apprezzare al massimo quella posizione un pò innaturale ma ormai ha lo sguardo fisso e non riesce a distoglierlo. Così i nasi si sfiorano e le labbra si toccano. Ed è lì che lei inizia a respirare, finalmente. Il sollievo dopo quell’apnea lancinante.

Proprio per questo non riesce a smettere di baciarlo.

Martina