Come nei film /1

Sorprendersi di un gesto che forse si stava aspettando, forse un gesto sperato, cercato, scampato e rincorso. Un tocco sulla spalla e due occhi che si incrociano sorridendo.

C’è una raffica di parole dette tuttetuttetutte veloci, l’indice puntato: “Bravo si, bravo bravo” …ma il tono non è assolutamente di rimprovero. Lui sta allo scherzo.

Poi come nei film. Le mani, tutte appiccicose dall’alcol cadutoci sopra per sbaglio, sono aperte e afferrano le guance di lei. Anche con un pò di forza stringono e avvicinano i due volti.

Le labbra attaccate si sono attratte con impeto, quasi da far male. Non riescono a respirare neanche col naso.

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Martina

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Il castello immaginario

E poi ti ritrovi da perfetta saccente a giudicare quello che fanno gli altri. Io almeno me ne rendo conto. Ti vengono dati tanti consigli che alla fine ti chiedi se la persona che sta parlando farebbe davvero lo stesso; infatti, quando immancabilmente se ne presenta la situazione, lei fa peggio di te, e ci marcia su, e continua, e parla criticando senza neanche ragionare un minimo, ed è molto ma molto più pesante di quanto credevi di essere tu con lei.

Forse avrei dovuto fare la psicologa. No, ma che c’entra…anche un ragazzino di dieci anni capirebbe quale è il comportamento che si dovrebbe tenere, oggettivamente, in questa situazione. No perchè capito, quando tu conosci solo il lato buono di una persona, non la penseresti mai mentre adotta un comportamento scorretto nei confronti di qualcun altro. In realtà, invece, se qualcuno non ti mostra il suo lato negativo, c’è qualcosa che non va. Significa che non si vuol far conoscere per quello che realmente è. E ha paura del giudizio. E non è così lucido da ricordarsi che ognuno di noi ha una parte fatta bene e una parte fatta male e che ognuna esiste solo se è presente anche l’altra.

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Oggi per pranzo non ci sono

Non sono un muro bianco, sono una parete calda con mille mila scritte sopra, frasi in maiuscolo, parole in grassetto, disegni e punti esclamativi. Piena di scarabocchi e bozze lasciate in sospeso. Qualcuno ha scritto su di me e sono diventata quella che sono oggi. Anche io stessa ho preso la penna e ho buttato giù qualche riga, mi sono abbellita e ho modificato persino i capelli.
Non sto qui a guardare, sono qui per rispondere; non sto qui a farmi fregare, sono qui per reagire.
E sono testarda, sono testarda, sono testarda. Impulsiva offenderei per rabbia, riflessiva penserei che valgo di più.

E’ molto più facile vincere quando il gioco è ingenuo ed è ancora più facile lanciare il sasso e nascondere la mano. Ovvero non avere il coraggio di giocare. Ma allora che gusto c’è? Se non si gioca, se non si parla, se non ci si confida, se non si è sinceri…
Una notte, stavo per finire sulla stessa macchina della mia rivale e tutto quello che ho scritto sopra forse non l’avrei scritto. Perchè avrei parlato male, urlato ed offeso. Avrei persino allungato le mani. Questa non è la cosa più triste. La cosa più triste è il motivo…
E nonostante sappia che questo motivo non ne vale la pena sono arrabbiata lo stesso, sono indispettita e umiliata. Me l’hanno confidato e io, da brava sciocca, ci sono rimasta male.
“Non hai perso niente!”
Ma cosa ho perso? Cosa ho perso se non l’ho mai avuto? ….. Continua a leggere