Giocare a mosca cieca con la paura

Portate la paura nel bel mezzo di un deserto, conducetela lì per mano e bendatele gli occhi con una fascia nera come quando da bimbi giocavamo a mosca cieca. Mettete le vostre mani sulle sue spalle e fatela girare, una, due, tre volte. E quando lei vacillerà perchè starà per perdere l’equilibrio, voi andatevene; correte se necessario, alzate la sabbia se inevitabile, ma lasciatela la in mezzo da sola così che non abbia più niente di vostro di cui saziarsi.

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Spettiniamoci

Tutte le cose più belle di questa vita spettinano.
Fare l’amore spettina, viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare spettina, cantare fino a restare senza fiato spettina, giocare spettina, ridere a crepapelle spettina, baciare la persona che ami spettina, ballare (dicesi anche praticare il #ballaballa) fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea metterti i tacchi alti stanotte, ti lascia i capelli irriconoscibili.
Ed allora sai cosa ti dico? Io ho deciso di vivere spettinata.
Il peggio che mi possa succedere è che, sorridendo davanti ad uno specchio, io debba pettinarmi di nuovo.

[Mafalda]

Finta sorda

Stavano in silenzio, quasi immobili, le endorfine sparse qua e la.
I capelli corti di lei, sfioravano a malapena le spalle. Lui la fissava.
“Come sei bella”
Lei finge di non sentire. “Che?”
“Come sei bella”.

Il più bel complimento nasce così dal niente. Ripetuto due volte quasi quasi ti ci fa anche credere.

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Martina

L’attesa

Quel tempo che ci separa,
lento e maledetto si nutre dei gesti quotidiani,
pesa e soffoca e schiaccia le volontà mie.

Quel tempo che ci separa,
elettrico e pulsante si veste dei più oscuri desideri,
dosa e trattiene e libera le passioni nostre.

Quel tempo che ci separa,
limitato e breve si mostra inesauribile agli occhi nostri,
avvolge stretto tra le sue fasce, esplode come tortura, al primo sguardo.

 

Martina

Cosa è bellezza

“La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni.
Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera,
il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna.
Non può essere interrogata: regna per diritto divino.”

Oscar Wilde

Disattenzioni indotte

Apre il ricettario e  tra i mille fogli sporchi di uovo e cioccolato colato, afferra un piccolo post it. 200 gr di zucchero, 3 uova, 150 gr di farina, 2 cucchiaini di lievito per dolci, 50 ml di latte, Nutella, Zucchero a velo. Le piace pasticciare nonostante cerchi di sporcare meno utensili possibile, preferisce l’ordine. Stavolta però, deve seguire la ricetta minuziosamente, niente errori, cotto a puntino e arrotolato alla perfezione. Deve venire perfetto.

Una volta pronto, spalma la nutella e con l’aiuto di un canovaccio lo arrotola su se stesso…fatto. Che meraviglia, quasi non ci crede di esser stata lei a “costruire” ciò che ha davanti agli occhi; poi con un colino dai fori piccoli piccoli spolvera un pò di zucchero a velo, ed infine prepara un bel vassoio, ha deciso di tagliarlo subito e presentare tante fette tutte uguali. Adesso è davvero completo, non riuscirà a resistere, un’oretta buona ha trascorso nella preparazione di questo dolce, il suo primo dolce per lui. Decide di assaggiare una fetta per scrupolo, è perfetto.

Squilla il telefono e arriva un messaggio. Lui sarà qui tra due ore. 120 muniti.

Agitata, nervosa e trepidante coi suoi vaporosi capelli rossi, si guarda intorno e come se facesse mente locale, inizia a disporre tutto ciò che le passa sotto mano nella giusta posizione in cui dovrebbe essere all’interno di una casa ordinata. 100 minuti. Apre leggermente le finestre del bagno e della camera, spalanca la porta della cucina, corre in bagno, strizza quella spugna con un vigore improvviso, sale sui letti perchè alle mensole più in alto non arriva e spazza e sventola e piega; anche se l’orario non è quello giusto anche un pò di aspirapolvere non guasta. 60 minuti. Cerca di appuntarsi le cose da fare, ha paura di dimenticarle e anche un banale oggetto fuori posto potrebbe sembrarle un errore madornale. 50 minuti. Ah si, indaffarata e senza respiro, getta l’occhio sul frigorifero e solo allora ricorda che sarebbe meglio prepararsi qualcosa per cena. 30 minuti. Cambiare gli abiti, provare le scarpe acquistate nel pomeriggio, truccarsi, lisciare quei capelli che solitamente sono indomabili sono azioni che richiederebbero, per lei, solita lentona ritardataria, molto più del tempo che ha a disposizione, ma stavolta è diverso e riesce, non si sa come, a farselo bastare, sorprendendosi lei stessa. 0 minuti.

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