Perchè la fortuna vien saltando

Le mie mani da donna. Lunghe, squadrate e serie. Dieci chili di gel sopra le fanno resistenti, dure, graffianti. Picchietto un dito alla volta sulla scrivania, mi fa sentire grande e sexy. Proprio come quella professoressa che durante i pomeriggio noiosi, mentre leggeva il trafiletto sul marketing, si divertiva a strusciarle sulla cattedra facendo rabbrividire tutte le mie compagne schizzinose. E invidiose.
Le mie mani da ragazzina. Piccole, magre e infantili. Le pellicine sono mangiucchiate e chiedono pietà. Sono il risultato delle mie giornate fatte di incontri e di discorsi; fatte di incontri inutili e interessanti solo poi, fatte di discorsi interessanti e inutili solo poi.
Ho una contraddizione tra le mani, ce l’ho in pugno. Ragazzina sempre, donna solo quando voglio. Mi piace quando gli altri non riescono a decifrare quale modalità ho scelto di vestire, credono di avere davanti una stupida e bassa ragazzina ma la mia forza la tiro fuori quando è il momento di parlare e sputare in faccia la persona adulta che a volte sono e che decido di mostrare agli altri.
Come faccio a sapere di averli stupiti?
Ci sono varie opzioni: O rispondono male mettendosi sull’attenti e immedesimandosi nella vittima della situazione; o fanno finta di essere stupiti e si complimentano con la maturità che pensavano non avessi; o iniziano a frugare nella borsa per cercare a tutti i costi di tirare fuori la più nuova, la più bella, la più conveniente, quella comprata in saldo dopo il sette di gennaio, scusa. Continua a leggere