Come nei film /1

Sorprendersi di un gesto che forse si stava aspettando, forse un gesto sperato, cercato, scampato e rincorso. Un tocco sulla spalla e due occhi che si incrociano sorridendo.

C’è una raffica di parole dette tuttetuttetutte veloci, l’indice puntato: “Bravo si, bravo bravo” …ma il tono non è assolutamente di rimprovero. Lui sta allo scherzo.

Poi come nei film. Le mani, tutte appiccicose dall’alcol cadutoci sopra per sbaglio, sono aperte e afferrano le guance di lei. Anche con un pò di forza stringono e avvicinano i due volti.

Le labbra attaccate si sono attratte con impeto, quasi da far male. Non riescono a respirare neanche col naso.

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Martina

Una serata surreale

Non sono mai stata ad una festa “in”. Non ho mai assistito ad una sfilata. Non sono mai entrata ad un evento privato riservato solo a chi ha l’invito.

Poi invece si.

Invito per due persone. Sfilata di moda. Abbigliamento elegante in un locale fiorentino.
“E’ così tanto che non lo vedo, certo dovrei ringraziarlo per l’invito…ma non ho la più pallida idea di che faccia abbia!”, “Dai non preoccuparti. Arriviamo li, ci guardiamo un pò intorno e nel caso lo chiami.”

Ci eravamo scordate addirittura che quella sera ci sarebbe stata l’eclissi, ci ha tenuto compagnia nell’attesa prima che la sfilata iniziasse. Una visione sorprendente, un gioco di forme e luci nell’oscurità delle undici e mezzo di sera.  Il ritardo, però, era troppo e la sfilata sembrava non iniziare. Di Lui neanche l’ombra.
Per ammazzare il tempo decidiamo di prenderci una bevuta, verso il bancone del bar “un vodkapescalemon, per favore!”. La pista si stava poco a poco riempiendo di trentenni quarantenni vestiti con abiti troppo corti o con completi gessati dal collo della camicia troppo stretto.
Poi noto un ragazzo alto, magro e coi capelli castano chiaro. Chiacchiera con gli amici e sorseggia un cocktail. “Sai, potrebbe essere lui. Girella qui intorno da un bel pò e somigliare si, gli somiglia. Chissà.”, “Si, potrebbe. Ma non ti preoccupare. Se non lo riconosci tu non è un problema perchè anche lui non ti sta riconoscendo.”

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Di ballare non smetto mai

Un monticino di pietre su di un’asse di legno. Solo una pietra in più che danno potrà mai fare?
E’ così assurdo che mi scappa quasi da ridere, non si può che reagire così davanti ad un comportamento tanto menefreghista.
A quell’ora il locale è pieno, pieno di gente; ridono, saltano, bevono, urlano, si divertono. Devi avanzare coi gomiti alti per non beccarti uno spintone e rischiare di cadere a terra…per fortuna in soccorso arriva sempre una mano amica, un braccio al quale aggrapparti, una schiena da abbracciare. La musica è alta. E arrivano anche loro, si loro, sapevi sarebbero arrivate. Delle labbra da baciare.

Sapete no, quando si dice che nell’ultimo istante della vita ci passa davanti gli occhi, in un baleno, tutto quello che siamo stati?
Quando due paia di labbra si incontrano accade esattamente lo stesso. In senso contrario però.
Bastano pochi secondi, direi dieci, no forse è troppo, ne bastano tre; e in così poco tempo sei già catapultato nella realtà dove si pensa in due, dove gli occhi si riflettono in un altro paio di occhi lucidi, dove le mani si incrociano e i corpi stanno stretti stretti. Dove vige la regola dell’abbraccio. Continua a leggere