Disattenzioni indotte

Apre il ricettario e  tra i mille fogli sporchi di uovo e cioccolato colato, afferra un piccolo post it. 200 gr di zucchero, 3 uova, 150 gr di farina, 2 cucchiaini di lievito per dolci, 50 ml di latte, Nutella, Zucchero a velo. Le piace pasticciare nonostante cerchi di sporcare meno utensili possibile, preferisce l’ordine. Stavolta però, deve seguire la ricetta minuziosamente, niente errori, cotto a puntino e arrotolato alla perfezione. Deve venire perfetto.

Una volta pronto, spalma la nutella e con l’aiuto di un canovaccio lo arrotola su se stesso…fatto. Che meraviglia, quasi non ci crede di esser stata lei a “costruire” ciò che ha davanti agli occhi; poi con un colino dai fori piccoli piccoli spolvera un pò di zucchero a velo, ed infine prepara un bel vassoio, ha deciso di tagliarlo subito e presentare tante fette tutte uguali. Adesso è davvero completo, non riuscirà a resistere, un’oretta buona ha trascorso nella preparazione di questo dolce, il suo primo dolce per lui. Decide di assaggiare una fetta per scrupolo, è perfetto.

Squilla il telefono e arriva un messaggio. Lui sarà qui tra due ore. 120 muniti.

Agitata, nervosa e trepidante coi suoi vaporosi capelli rossi, si guarda intorno e come se facesse mente locale, inizia a disporre tutto ciò che le passa sotto mano nella giusta posizione in cui dovrebbe essere all’interno di una casa ordinata. 100 minuti. Apre leggermente le finestre del bagno e della camera, spalanca la porta della cucina, corre in bagno, strizza quella spugna con un vigore improvviso, sale sui letti perchè alle mensole più in alto non arriva e spazza e sventola e piega; anche se l’orario non è quello giusto anche un pò di aspirapolvere non guasta. 60 minuti. Cerca di appuntarsi le cose da fare, ha paura di dimenticarle e anche un banale oggetto fuori posto potrebbe sembrarle un errore madornale. 50 minuti. Ah si, indaffarata e senza respiro, getta l’occhio sul frigorifero e solo allora ricorda che sarebbe meglio prepararsi qualcosa per cena. 30 minuti. Cambiare gli abiti, provare le scarpe acquistate nel pomeriggio, truccarsi, lisciare quei capelli che solitamente sono indomabili sono azioni che richiederebbero, per lei, solita lentona ritardataria, molto più del tempo che ha a disposizione, ma stavolta è diverso e riesce, non si sa come, a farselo bastare, sorprendendosi lei stessa. 0 minuti.

Adesso tutte le finestre e persino la porta di casa sono chiuse ma lei, curiosa e preoccupata ma sotto sotto anche felice, tende l’orecchio ai rumori giù in strada, la televisione accesa, ricontrolla l’ordine delle cose come fosse la casa dove abita sola da ormai diversi mesi. E l’occhio ricade ancora una volta su un particolare, quel vassoio sistemato con amorevolezza, le fette di dolce accavallate. E’ impeccabile, non si può nè evitare di guardarlo nè evitare di mangiarlo subito.

Assorta nei pensieri, sobbalza quando il campanello suona. Apre la porta, lo accoglie all’ingresso, fa strada in quella casa che con calore gli dà il benvenuto. Sembra lasciare una scia lui, invisibile ma tangibile, magnetica. Cammina e gira un pò su se stesso al centro del salotto. Porta aria fredda perchè viene da fuori ma è fresco e profumato e non indugia a sedersi sul suo letto. Ovviamente le parla e anche lei risponde ma senza capire come fosse possibile ancora per lei riuscire ad articolare le parole, lo guarda sbigottita, con gli occhi leggermente più aperti del solito, l’ammira.

Lui si avvicina e fissando gli occhi verde chiaro chiaro di lei, sussura ma senza esitare “Mi è mancato il tuo profumo…”. Il silenzio che precede un bacio, ed entrambi iniziano a respirare finalmente.

“Andiamo dai.” Avevano in programma di uscire quindi lei prende il giubbotto, afferra la borsa di pelle e si avvicinano insieme alla porta, lui va per primo, lei resta indietro per chiudere bene con le mandate, prima di spegnere la luce e infilare le chiavi nella toppa, butta un fugace sguardo al tavolo della cucina e pensa, sorpresa e divertita “Ah già, il dolce…”.

Esce veloce, chiudendosi il portone alle spalle, correndo verso quella irresistibile distrazione.

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14 thoughts on “Disattenzioni indotte

    • Grazie Cinzia!! A volte mi manca l’spirazione e altre volte invece vorrei scrivere pagine su pagine, vado a momenti, ma forse è anche questo il bello! Sono contenta che ti sia piaciuto lo scritto 😉

      • Anche la matematica che non è fatta di fantasia ha bisogno dell’ispirazione…
        E’ il guizzo del genio che non si concede sempre..ma solo perchè è prezioso!!
        Tu ce l’hai!Ed è quello l’importante..

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