Una serata surreale

Non sono mai stata ad una festa “in”. Non ho mai assistito ad una sfilata. Non sono mai entrata ad un evento privato riservato solo a chi ha l’invito.

Poi invece si.

Invito per due persone. Sfilata di moda. Abbigliamento elegante in un locale fiorentino.
“E’ così tanto che non lo vedo, certo dovrei ringraziarlo per l’invito…ma non ho la più pallida idea di che faccia abbia!”, “Dai non preoccuparti. Arriviamo li, ci guardiamo un pò intorno e nel caso lo chiami.”

Ci eravamo scordate addirittura che quella sera ci sarebbe stata l’eclissi, ci ha tenuto compagnia nell’attesa prima che la sfilata iniziasse. Una visione sorprendente, un gioco di forme e luci nell’oscurità delle undici e mezzo di sera.  Il ritardo, però, era troppo e la sfilata sembrava non iniziare. Di Lui neanche l’ombra.
Per ammazzare il tempo decidiamo di prenderci una bevuta, verso il bancone del bar “un vodkapescalemon, per favore!”. La pista si stava poco a poco riempiendo di trentenni quarantenni vestiti con abiti troppo corti o con completi gessati dal collo della camicia troppo stretto.
Poi noto un ragazzo alto, magro e coi capelli castano chiaro. Chiacchiera con gli amici e sorseggia un cocktail. “Sai, potrebbe essere lui. Girella qui intorno da un bel pò e somigliare si, gli somiglia. Chissà.”, “Si, potrebbe. Ma non ti preoccupare. Se non lo riconosci tu non è un problema perchè anche lui non ti sta riconoscendo.”

Facciamo un giro della pista, nessuna modella in vista, nessun fuggi fuggi per qualche maglia del bracciale saltata, nessuna sarta a rammendare una scucitura. Occhei. Decido di mandargli un sms. Torniamo a sedere vicino a dove si aggirava il tipo somigliosamente sospetto e compongo “Ciao! Alla fine ce l’ho fatta a venire alla sfilata…ma quando inizia?” Naturalmente, come se niente fosse, il tipo che somiglia a Lui mi si siede vicino, si guarda un pò intorno e…tira fuori il cellulare!
E’ troppo una coincidenza, non posso avere una memoria così pessima, non può essere lui. Sono così vicina che posso allungare gli occhi cercando di sbirciare il suo display, tentando di leggere, invano, quello che stava scrivendo. E se davvero fosse lui? Ce l’ho seduto vicino e non gli sto neanche rivolgendo la parola. Che figura di merda.
Credo mi abbia beccata, abbasso lo sguardo, mi guardo intorno e faccio finta di niente. Controllo per l’ennesima volta il mio di telefono, non si sa che mentre lui prema invio, non arrivi un messaggio a me.

Metto la modalità silenzioso e attendo. “Eppure sembra proprio lui…ma no, sarà indaffarato coi preparativi della sfilata”, “Hey. guarda che ti è arrivato un messaggio!”. Panico. E’ troppo una coincidenza. Non può essermi arrivato un messaggio da Lui nello stesso istante in cui quel ragazzo stava scrivendo al cellulare. Impossibile. “Ciao! Sono contento! La sfilata inizierà tra poco”.

Decidiamo di alzarci e di spostarci lontano da quel ragazzo troppo somigliante alla persona che dovevo incontrare. La sfilata inizia. Le luci si abbassano e per una mezz’ora mi dimentico dell’incredibile situazione imbarazzante creata poco prima.
“Non è così grave, neanche lui ti ha riconosciuta”

La mia amica aveva ragione. Il giorno dopo infatti mi arriva un messaggio grazie al quale ho tirato un sospiro di sollievo: “Mi dispiace di non esserti venuto a salutare ma ero troppo indaffarato coi preparativi della filata. Grazie per esserci stata comunque!”.

Martina

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3 thoughts on “Una serata surreale

  1. ^__^ io dal basso dei miei anni XD ti dico; in ogni caso lanciatiiii meglio una figuraccia oggi che un rimpianto domani!
    chissà che magari tale tizio nn fosse una conoscenza interessante cmq ;-p (nn quarantenne è °_°)

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