Il diario

Il diario

Su quel diario,
con quell’orario tutto confuso,
non si legge nemmeno la parola ginnastica.
Quell’avviso è introvabile,
un lampo che appare e subito sparisce
in un labirinto di pagine che scorrono veloci.

In quel diario,
c’è scritta perfino la ricetta di come friggere le zucchine;
c’è disegnata una scena di rimprovero di un maestro severo.
Lasciato sul banco aperto a metà,
è un uccello che, verso terre lontane, è pronto a migrare.

Su quel diario,
ci sono gli scarabocchi di una guerra
con mitragliatrici, fucili ed altre armi
caricate con un solo colpo.

Matteo M.

E stasera che facciamo?

Vi è mai capitato di ritrovarvi seduti a tavola, circondati da persone, calici in mano, stuzzichini nel piatto, risate strampalate ma anche timide…e di vedere per un momento tutta l’intera scena al rallentatore?? E nel frattempo la vostra testolina che chiede:”Quanto surreale è questa situazione da uno a dieci?”.

Ci dirigiamo verso il centro, dopo aver lasciato la macchina in balia di un parcheggio a pagamento; sappiamo bene dove stiamo andando. Solo questo.
Percorriamo quelle strade lastricate che fanno distruggere le piante dei piedi, “Devo trovare qualcuno che mi faccia accendere”. “Scusa…”.
“No, dico. Tra tutte queste persone, proprio a quel pazzo squilibrato dovevi chiedere un accendino…vabbè siamo ancora vive. Questo è quel che conta!” Attraversiamo quelle piazze dove si prende da bere e si sta a chiacchierare fuori dal pub, in piedi, e quando passi di li cerchi con gli occhi, fai finta di niente ma speri di trovarlo. Poi il passo è veloce e siamo già lontane…

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Aria fresca, di libertà

“L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.”

(Osho)

Ho voglia di gridare, con lacrime salate che escono dagli occhi. Occhi che ridono!
E salto allegramente, e stringo i pugni per trattenere il più possibile questo momento di soddisfazione e liberazione, vorrei volare sbeffeggiando chi credeva che le mie non fossero ali giuste per farlo, perchè facendo sospiri profondi i polmoni si gonfiano e non è paura quella che devo espellere. Non lo è più finalmente.

Martina

Il castello immaginario

E poi ti ritrovi da perfetta saccente a giudicare quello che fanno gli altri. Io almeno me ne rendo conto. Ti vengono dati tanti consigli che alla fine ti chiedi se la persona che sta parlando farebbe davvero lo stesso; infatti, quando immancabilmente se ne presenta la situazione, lei fa peggio di te, e ci marcia su, e continua, e parla criticando senza neanche ragionare un minimo, ed è molto ma molto più pesante di quanto credevi di essere tu con lei.

Forse avrei dovuto fare la psicologa. No, ma che c’entra…anche un ragazzino di dieci anni capirebbe quale è il comportamento che si dovrebbe tenere, oggettivamente, in questa situazione. No perchè capito, quando tu conosci solo il lato buono di una persona, non la penseresti mai mentre adotta un comportamento scorretto nei confronti di qualcun altro. In realtà, invece, se qualcuno non ti mostra il suo lato negativo, c’è qualcosa che non va. Significa che non si vuol far conoscere per quello che realmente è. E ha paura del giudizio. E non è così lucido da ricordarsi che ognuno di noi ha una parte fatta bene e una parte fatta male e che ognuna esiste solo se è presente anche l’altra.

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