Un cervello ecosostenibile

Con lo smalto blu (ho poco più di vent’anni quindi me lo posso permettere) digito un tasto dopo l’altro. Scrivo al pc guardando la tastiera ma riesco a farlo abbastanza velocemente usando più di due dita, più di due indici. Ho deciso di vivere in maniera sotenibile, immagazzinare tutte lo stronzate nel cervello seguendo le regola della raccolta differenziata, lo studio va nel multimateriale, il cazzeggio nell’indifferenziato (perchè è la quantità di rifiuti maggiore), le incazzature nell’umido (così che poi diventino concime) e le gioie nella carta. Si, le gioie; scoprirsi volenterosa di scrivere, curiosa di conoscere gente nuova, vergognarsi di fare pensieri sul ragazzo che ti sta seduto accanto e riderne in solitudine, fare gli scherzi alle amiche fingendo di avere delle finte relazioni e vederle abboccare senza che dubitino della veridicità della confessione (da una parte è positivo perché significa che le tue amiche si fidano ciecamente di te, dall’altra negativo perché sarebbe strano non stupirsi di una relazione nata così improvvisamente senza che non se ne sapesse niente prima d’ora).

E poi ricevi un dono dal cielo, un barattolo di burro d’arachidi che finirà nell’impasto dei biscotti, scartati dal babbo ma molto apprezzati dagli amici. Burrosi e fragranti. Gli amici, non i biscotti. E nel caldo di un pomeriggio di maggio corri alla fiera sull’ecosostenibilità perché devi raccogliere volantini e saperne sempre di più sullo smaltimento dei rifiuti. Quelli nel cervello di poco fa! E il caldo è sopra il livello di sopportazione delle mie ascelle, che piangono come se avessero perso il gatto.

Sapevate che al 20 di maggio non è più possibile trovare nei negozi delle agende? Ore 12:00, col casco in testa che mi andava formando un cerchio rosso  sulla fronte, giro ben tre cartoleria diverse, quelle delle più fornite. Ma le agende di maggio non si trovano più. Anzi, stanno già arrivando quelle per il 2012. E così mi ritrovo a dovermi accontentare di un libriccino minuscolo spesso mezzo centimetro dove all’interno riesco a scrivere a malapena l’orario dell’impegno. Parrucchiere ore 10:00 diventa “10 par”. Non è un’agenda, è una mini guida al metodo più semplice per far fruttare l’immaginazione. E poi mi viene in mente il Bro che porta la comunicazione alla mamma scritta su un foglio a quadretti del quaderno ad anelli perchè si è scordato il quadernino delle comunicazioni a casa. Ed è un asino addirittura perchè non riesce a leggere la sua scrittura: “E qui cosa c’è scritto? Saranno per, pres, prase..??” “Mamma, c’è scritto…ehmm…” sorriso a trentadue denti per deviare la figura di merda.

Si, dovrei proprio brevettarla la raccolta differenziata dei contenuti nel cervello.

Martina

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3 thoughts on “Un cervello ecosostenibile

  1. ;-D ebbrava la mia cervellona!!! ;-p
    (oh prima o poi me li fai sentire è i tuoi biscotti al burro di arachidi!)
    per le agende purtroppo si, anche da me abbiamo già quelle 2011/2012 ;-/

    • Smack anche a te 😀
      I biscotti a me piacevano (sono già finiti!) e il burro d’arachidi non si sentiva eccessivamente, solo che da quanto burro c’è dentro ti ritrovi le dita unte dopo averli mangiati…
      Per le agende infatti sono andata anche nel “tuo” posto e alla fine quella striminzita l’ho presa li 🙂 Sai però che non avevano le pellicoline trasparenti per le foto come hai tu? Peccato…

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