Lo scorrimento rapido, crederci sempre

Dondolare, muovere le spalle, disegnare cerchi concentrici coi pugni chiusi. Il piede segue il ritmo, disegna strane linee per poi toccare con la punta il pavimento; è allegria, è calore, è battito! Una lingua che ti prende, ti fa assaporare quei paesi lontani dove si imbraccia una chitarra e la voce va da se, non devi far altro che armarti di maracas e lasciarti coinvolgere. Le mani sudano e involontariamente gli occhi si chiudono, la nota è più intensa mentre la voce vibra e sparisce un secondo dopo l’altro; il ciuffo di capelli frusta la guancia, lo scatto laterale della testa è automatico. I palmi delle mani si aprono e sono rivolti al pubblico in segno di apertura, di coinvolgimento, di trasparenza.
Sentite! Questa è la verità, quello che tutti cerchiamo. Perchè quando le orecchie hanno qualcosa da ascoltare, la reazione di tutto il resto del corpo è viva, è concreta, è viscerale. Ci prende dall’interno come quando siamo catturati da un particolare. Un particolare che è assolutamente essenziale per dare interezza alla totalità del quadro che stiamo guardando. Continua a leggere

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