Di ballare non smetto mai

Un monticino di pietre su di un’asse di legno. Solo una pietra in più che danno potrà mai fare?
E’ così assurdo che mi scappa quasi da ridere, non si può che reagire così davanti ad un comportamento tanto menefreghista.
A quell’ora il locale è pieno, pieno di gente; ridono, saltano, bevono, urlano, si divertono. Devi avanzare coi gomiti alti per non beccarti uno spintone e rischiare di cadere a terra…per fortuna in soccorso arriva sempre una mano amica, un braccio al quale aggrapparti, una schiena da abbracciare. La musica è alta. E arrivano anche loro, si loro, sapevi sarebbero arrivate. Delle labbra da baciare.

Sapete no, quando si dice che nell’ultimo istante della vita ci passa davanti gli occhi, in un baleno, tutto quello che siamo stati?
Quando due paia di labbra si incontrano accade esattamente lo stesso. In senso contrario però.
Bastano pochi secondi, direi dieci, no forse è troppo, ne bastano tre; e in così poco tempo sei già catapultato nella realtà dove si pensa in due, dove gli occhi si riflettono in un altro paio di occhi lucidi, dove le mani si incrociano e i corpi stanno stretti stretti. Dove vige la regola dell’abbraccio.“Vorrei restare così come siamo adesso anche per due intere settimane, semplicemente vicini”.
E che fai, non ti vien voglia di catapultartici a mille nella bella e illusoria realtà? Eh, ma le parole vanno dosate, le frasi vanno interpretate, i comportamenti scorretti vanno accettati… No, grazie. Io non ci sto, occhei nel dosare e nell’interpretare ma voglio credere che ci sia ancora del buono in quello che si fa. Voglio cercare di crederci, voglio provare a non arrendermi. Nonostante le mie aspettative vengano stroncate e un’altra pietra viene aggiunta al mucchietto, l’asse di legno si piega, il peso è tanto. Ma no, non si rompe.
E sai cosa fa la povera assicella di legno? Resiste e chiede che sia aggiunta ancora un’altra pietra!
Logico che tu voglia scappare, che tu ti voglia nascondere, che non pensi a dare spiegazioni. Ma quelle purtroppo o per fortuna vanno date, ci si rimbocca le maniche e si accetta la figura di merda che ci siamo costruiti. Poi..beh, poi amici come prima. Se il livello di maturità lo permette.
Fin qui ce la posso fare, ho superato di peggio, forse ancora no, ma ci sto riuscendo; quello che la natura non mi ha dato in altezza me l’ha donato in tenacia.
Le chiacchiere mi fanno bene, se con un’amica speciale poi, sono risanatorie. Mi risollevo e penso che la mossa giusta da fare è rimettersi in carreggiata. Seduta al tavolo appoggio la testa sulla mano, si…rimettersi in carreggiata…lo farò!
Come un fulmine a ciel sereno, ironia della sorte, la tua canzone mi avvolge. Quella voce l’adori, quella canzone la sai a memoria, se sento il loro nome lo ricollego subito a te; e io ce l’ho li davanti agli occhi col video proiettato sul maxi schermo grosso come una casa. Imbambolata, le scene si riflettono sulle pupille e penso a quanto è divertente inciampare su una parte di te proprio il giorno che ci siamo allontanati, che siamo tornati ad essere amici come prima.
Diamogli retta a questo Liam che dice “You didn’t know what to say, it all came at you today, can’t get out your own way, well hold on, hold on, hold on”… teniamo duro, teniamo duro, teniamo duro. La musica è alta e continua a suonare.
E noi, noi continuiamo a ballare.

Martina

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