La regola è non arrabbiarsi

Occhei che forse a volte ci fasciamo troppo la testa, ma spesso e volentieri almeno qualche domanda ce la poniamo o no? Sono stati giorni all’insegna della competitività, di discussioni e malintesi, di tasti cliccati e di documenti firmati; sono stati giorni in cui prima ti viene rinfacciato di non assere abbastanza in grado di poter fare qualcosa e subito dopo ti viene proposto di farlo perchè persone valide come noi non se ne trovano…
E allora chi aveva ragione? L’invidioso o la sincera?
Ho la sveglia puntata presto, mi sveglio durante la notte con il pensiero di non riuscire ad alzarmi di li a poche ore; non ho in programma una giornata importante ma solo qualche ora condita di quella salsa che pochi hanno avuto la fortuna di scoprire, quel salato che che dà gusto alla vita, quella parte di te che hai con piacere affidato a qualcun’altro.

Spalanco gli occhi, balzo sul letto e in tutta fretta mi preparo per uscire, è tardi ed io come al solito sono in ritardo. Arrivo pensando di trovare già gli altri seduti ad aspettarmi imbronciati. Apro la porta e Lei è li che sorseggia il suo cappuccino leggendo un libro, un libro importante consigliatole da una persona altrettanto importante. Sente il rumore della porta aprirsi e alza lo sguardo verso di me donandomi un sorriso come buongiorno.Stiamo aspettando, da ben mezz’ora, qualcun’altro; ma lei lo dice scherzando, come se fosse una cosa normale. Ho capito la regola della nostra amicizia, ridiamo del bello, del brutto e dell’incomprensibile, dello strano, del noioso e del pauroso. In pratica questa regola non esiste, è così punto e basta.
Mi racconta i suoi incontri dove prevale la dolcezza e la tenerezza, non tralascia niente ed è sincera, lo sento; io la guardo entusiasta. Lei mi sta raccontando qualcosa di sè, la sta raccontando a me, proprio a me. Dipingo un sorriso sulle labbra mentre lei sta parlando e sono sicura che capirà il mio “grazie”.
Il ritardatario (più di me) si unisce alle chiacchiere, facciamo bis di cornetto e cappuccino con gli aggiornamenti, i pettegolezzi, le ansie da disoccupati, gli sguardi incrociati, gli incontri imprevisti. E ce la ridiamo.
Un cagnolino entra nel bar, e noi ridiamo ancora!
Mi sento consolata pensando a mattine come questa dove veramente chi non merita è letteralmente spazzato fuori.
Non è un problema mio decidere chi merita e chi no, è dentro di me che avviene la scelta; so soltanto che chi vive nascondendosi non sarà in grado di farsi valere quando sarà il momento di uscire allo scoperto, quando sarà il momento di mostrare le nostre facce insieme in pubblico.
Se il ringraziamento che ci spetta non vale neanche quanto un “ciao”, noi nel frattempo, di tutta risposta (perchè noi le risposte le diamo), ridiamo, facciamo versi strani somiglianti ad un abbaio, facciamo finta di vomitare, compriamo scarpe di colore giallo, continuiamo a ridere, ci guardiamo negli occhi mentre parliamo, usiamo macchine fotografiche per poi svilupparne il rullino e ci tocchiamo la mandibola per il dolore.

Martina

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3 thoughts on “La regola è non arrabbiarsi

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