Di ballare non smetto mai

Un monticino di pietre su di un’asse di legno. Solo una pietra in più che danno potrà mai fare?
E’ così assurdo che mi scappa quasi da ridere, non si può che reagire così davanti ad un comportamento tanto menefreghista.
A quell’ora il locale è pieno, pieno di gente; ridono, saltano, bevono, urlano, si divertono. Devi avanzare coi gomiti alti per non beccarti uno spintone e rischiare di cadere a terra…per fortuna in soccorso arriva sempre una mano amica, un braccio al quale aggrapparti, una schiena da abbracciare. La musica è alta. E arrivano anche loro, si loro, sapevi sarebbero arrivate. Delle labbra da baciare.

Sapete no, quando si dice che nell’ultimo istante della vita ci passa davanti gli occhi, in un baleno, tutto quello che siamo stati?
Quando due paia di labbra si incontrano accade esattamente lo stesso. In senso contrario però.
Bastano pochi secondi, direi dieci, no forse è troppo, ne bastano tre; e in così poco tempo sei già catapultato nella realtà dove si pensa in due, dove gli occhi si riflettono in un altro paio di occhi lucidi, dove le mani si incrociano e i corpi stanno stretti stretti. Dove vige la regola dell’abbraccio. Continua a leggere

La regola è non arrabbiarsi

Occhei che forse a volte ci fasciamo troppo la testa, ma spesso e volentieri almeno qualche domanda ce la poniamo o no? Sono stati giorni all’insegna della competitività, di discussioni e malintesi, di tasti cliccati e di documenti firmati; sono stati giorni in cui prima ti viene rinfacciato di non assere abbastanza in grado di poter fare qualcosa e subito dopo ti viene proposto di farlo perchè persone valide come noi non se ne trovano…
E allora chi aveva ragione? L’invidioso o la sincera?
Ho la sveglia puntata presto, mi sveglio durante la notte con il pensiero di non riuscire ad alzarmi di li a poche ore; non ho in programma una giornata importante ma solo qualche ora condita di quella salsa che pochi hanno avuto la fortuna di scoprire, quel salato che che dà gusto alla vita, quella parte di te che hai con piacere affidato a qualcun’altro.

Spalanco gli occhi, balzo sul letto e in tutta fretta mi preparo per uscire, è tardi ed io come al solito sono in ritardo. Arrivo pensando di trovare già gli altri seduti ad aspettarmi imbronciati. Apro la porta e Lei è li che sorseggia il suo cappuccino leggendo un libro, un libro importante consigliatole da una persona altrettanto importante. Sente il rumore della porta aprirsi e alza lo sguardo verso di me donandomi un sorriso come buongiorno. Continua a leggere

Il romanzo che è dentro di noi

Io e l’altra. Io contro l’altra.
Chi perde?
Risposta scontata quanto ovvia; ogni volta, ad ogni tentativo, in ogni storia, per ogni chance…io. Senza vittimismo lo dico e lo affermo, perdo io!
Per un motivo o per un altro, cercato o capitato, anche solo per delle coincidenze, riesco a vedere quella lucina lontana lontana, corro forte (le mie gambette corte non mi permettono di correre fortissimo, ma forte si) e l’afferro. L’assaporo.
E’ buona, un sapore nuovo ogni volta, ad ogni morso. Mi lecco persino le labbra.
Come tutte le cose buone però, finisce. E tra il mio pollice e l’indice non c’è più niente, le due dita si toccano senza stringere quel gusto prelibato e tanto desiderato.

Si resta con un nonnulla che fa pensare.
L’amica buona consiglia che la sincerità è sempre apprezzata, lei ti vuole bene e ti fa affrontare il discorso in maniera pacata, ti vuole incoraggiare.
L’amico a cui piace studiare la gente, invece, ti guarda, sta zitto, pensa e poi senza neanche prepararti un minimo ti sputa addosso la cruda, secondo lui, verità.
“Ah ma io l’avevo capito fin dall’inizio” darò a bere come scusa mentre nella mia mente martellano ancora le due ipotesi.
E arrivati a questo punto a chi mi farebbe più comodo credere?

Però è strano fare tutti questi discorsi a fatti già compiuti, sembriamo libri di storie d’amore che, ad ogni domanda, hanno una risposta trovata aprendo una pagina a caso di noi stessi.

“Perché è così che ti frega la vita
Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine,
o un odore, o un suono che poi non te li togli più.
E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.”

Alessandro Baricco


Martina

Perchè la fortuna vien saltando

Le mie mani da donna. Lunghe, squadrate e serie. Dieci chili di gel sopra le fanno resistenti, dure, graffianti. Picchietto un dito alla volta sulla scrivania, mi fa sentire grande e sexy. Proprio come quella professoressa che durante i pomeriggio noiosi, mentre leggeva il trafiletto sul marketing, si divertiva a strusciarle sulla cattedra facendo rabbrividire tutte le mie compagne schizzinose. E invidiose.
Le mie mani da ragazzina. Piccole, magre e infantili. Le pellicine sono mangiucchiate e chiedono pietà. Sono il risultato delle mie giornate fatte di incontri e di discorsi; fatte di incontri inutili e interessanti solo poi, fatte di discorsi interessanti e inutili solo poi.
Ho una contraddizione tra le mani, ce l’ho in pugno. Ragazzina sempre, donna solo quando voglio. Mi piace quando gli altri non riescono a decifrare quale modalità ho scelto di vestire, credono di avere davanti una stupida e bassa ragazzina ma la mia forza la tiro fuori quando è il momento di parlare e sputare in faccia la persona adulta che a volte sono e che decido di mostrare agli altri.
Come faccio a sapere di averli stupiti?
Ci sono varie opzioni: O rispondono male mettendosi sull’attenti e immedesimandosi nella vittima della situazione; o fanno finta di essere stupiti e si complimentano con la maturità che pensavano non avessi; o iniziano a frugare nella borsa per cercare a tutti i costi di tirare fuori la più nuova, la più bella, la più conveniente, quella comprata in saldo dopo il sette di gennaio, scusa. Continua a leggere

Un inizio

“Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua.
ha di strano che è normale.”

Oggi succede che si inizia.
Ognuno inizia ciò che vuole, ognuno cerca di iniziare qualcosa in cui crede.
Ognuno, ma a modo suo. Si tenta, si spera, ci si impegna. A volte ci si riesce, quasi mai.
Per molti inizia il 2011, per me, oggi, inizia una sfida che è allo stesso tempo un impegno e un piacere.
Mi hanno detto che son brava, per una volta, voglio provare a crederci; e per dimostrare tutta la mia buona volontà non me ne scappo con un punto, non con uno solo.
L’importante è aver provato ad iniziare…

Martina